impianto FV galleggiante

Fotovoltaico Galleggiante

Fotovoltaico

Galleggiante

Innovazione, efficienza e sostenibilità

Nuove superfici per l’energia del futuro

L’impianto fotovoltaico galleggiante è una soluzione tecnologica innovativa che prevede l’installazione di moduli fotovoltaici su superfici d’acqua quali laghetti, bacini idrici naturali o artificiali. Questa tipologia di impianto consente inoltre di riqualificare aree inutilizzate, come cave dismesse, trasformandole in risorse produttive ed energetiche.

Il fotovoltaico galleggiante rappresenta una tecnologia in forte espansione a livello globale, in grado di coniugare efficienza energetica, sostenibilità ambientale e valorizzazione degli specchi d’acqua esistenti, offrendo una risposta concreta alle esigenze della transizione energetica.

Vantaggi

  • Massima efficienza energetica anche in condizioni estreme
  • Nessun consumo di suolo
  • Riduzione dell’evaporazione dell’acqua
  • Maggiore produzione grazie alla riflessione dell'acqua
  • Valorizzazione degli spazi inutilizzati

Fotovoltaico galleggiante: la nuova frontiera del solare

Gli impianti sono realizzati mediante strutture galleggianti modulari sulle quali vengono installati i pannelli fotovoltaici. Il sistema è stabilizzato attraverso soluzioni di ormeggio e ancoraggio, studiate in base alle caratteristiche del bacino e alle condizioni ambientali.

Il risultato è un impianto solare affidabile ed efficiente, capace di produrre energia rinnovabile integrandosi perfettamente con l’ambiente circostante, senza interferire con l’uso del territorio e contribuendo in modo concreto alla transizione energetica.


impianto fotovoltaico a terra

Impianto a Terra

Impianto a Terra

Massima produzione energetica

Parchi fotovoltaici

Gli impianti fotovoltaici a terra sono una delle soluzioni più vantaggiose per la produzione di energia rinnovabile. Grazie alla loro capacità di sfruttare ampie superfici di terreno e di ottimizzare l’orientamento dei moduli, questi impianti permettono alle aziende di generare grandi quantitativi di energia in modo sostenibile e conveniente. Gli impianti a terra offrono una grande versatilità e si adattano perfettamente a terreni agricoli e industriali. 

Vantaggi

  • Grandi potenze installabili
  • Libertà progettuale, senza i vincoli strutturali delle coperture
  • Sfruttamento aree inutilizzate o marginali
  • Integrazione con sistemi di accumulo
  • Idoneo per CER industriali

A chi sono rivolti

Gli impianti fotovoltaici a terra rappresentano una soluzione ideale per diverse tipologie di aziende. La nostra offerta si rivolge principalmente a: 

Industrie Energivore

Le grandi aziende con elevati consumi energetici possono trarre enormi vantaggi dall’installazione di impianti fotovoltaici a terra. Queste soluzioni permettono di ridurre sensibilmente i costi legati all’energia, garantendo al contempo una maggiore indipendenza dalle fonti energetiche tradizionali.

Aziende del Settore Energetico

Le grandi aziende operanti nel settore dell’energia, comprese quelle che partecipano ai bandi come il FERX transitorio, trovano negli impianti fotovoltaici a terra una soluzione strategica per aumentare la propria produzione di energia rinnovabile, con impianti progettati per rispondere alle esigenze specifiche di scalabilità e efficienza.

Aziende Agricole

Gli imprenditori agricoli che possiedono ampie superfici di terreno possono sfruttare questi spazi per la produzione di energia solare, beneficiando di un’ulteriore fonte di reddito e contribuendo al contempo alla sostenibilità ambientale.


Adeguamento CCI per impianti ≥ 100 kW

Obbligo CCI per impianti ≥ 100 kW

Sottotitolo bando

Controllore Centrale d’Impianto (CCI): obblighi, benefici e come adeguarsi alla delibera ARERA 385/2025

Dal 2025 cambia il quadro normativo per chi gestisce impianti fotovoltaici ed eolici sopra i 100 kW. La nuova delibera ARERA 385/2025 stabilisce infatti che tali impianti debbano integrare un Controllore Centrale di Impianto (CCI) , capace di dialogare direttamente con la rete e modulare la produzione quando richiesto dal distributore.

Questa novità riguarda sia i nuovi impianti che quelli già in esercizio connessi alla rete in media tensione, e nasce dall’esigenza di abbandonare la tecnologia GSM – ormai superata e poco affidabile – a favore di strumenti più sicuri e performanti per la gestione della riduzione della generazione distribuita (RiGeDi).

A chi si applica l’obbligo

  • Impianti nuovi ed esistenti ≥ 1 MW: CCI già previsto dalla delibera 540/2021, ora con l’aggiunta della funzione PF2.
  • Impianti nuovi ed esistenti tra 100 kW e 1 MW: obbligo di installazione del CCI e attivazione PF2.

Per i nuovi impianti ≥ 100 kW il requisito è vincolante per ottenere la connessione alla rete.

Tempistiche e incentivi economici

ARERA ha definito delle finestre temporali con relativi contributi economici per sostenere l’adeguamento degli impianti esistenti.

Impianti da 500 kW a < 1 MW

  • Adeguamento entro il 28/02/2026 → 10.000 €
  • Dal 01/03/2026 al 30/06/2026 → 7.500 €
  • Dal 01/07/2026 al 31/10/2026 → 5.000 €
  • Dal 01/11/2026 al 28/02/2027 → 2.500 €

Impianti da 100 kW a < 500 kW

  • Adeguamento entro il 31/03/2026  → 7.500 €
  • Dal 01/04/2026 al 31/07/2026 → 5.625 €
  • Dal 01/08/2026 al 30/11/2026 → 5.625 €
  • Dal 01/12/2026 al 31/03/2027 → 1.875 €

Cosa succede in caso di mancato adeguamento

Gli impianti che non rispettano le scadenze previste rischiano

  • sospensione degli incentivi GSE;
  • applicazione di un corrispettivo al trader pari al valore dell’energia immessa in rete.

L’introduzione del CCI rappresenta un passaggio cruciale per garantire maggiore sicurezza, stabilità e affidabilità alla rete elettrica, oltre a standard tecnologici più elevati.


Bando Microimprese Regione Lombardia

Bando Microimprese Regione Lombardia

Sottotitolo bando

Bando Microimprese per il fotovoltaico

Agevolazioni fino al 50% delle spese, con un contributo a fondo perduto massimo di 50.000 euro.

Le microimprese lombarde che intendono investire per rendere la propria attività più efficiente, moderna e sostenibile trovano nel Bando Microimprese promosso da Regione Lombardia un’opportunità concreta da cogliere.

Obiettivi e contributi del bando

Il Bando Microimprese è pensato per sostenere le microimprese lombarde che puntano a crescere attraverso l’adozione di tecnologie più avanzate e sistemi produttivi a basso impatto ambientale. L’iniziativa incentiva interventi orientati all’innovazione tecn ologica e all’efficientamento energetico.

Il contributo previsto è a fondo perduto fino al 50% delle spese, con un massimo erogabile di 50.000 euro per impresa. L’investimento minimo richiesto per accedere al bando è pari a 10.000 euro.

Chi può partecipare?

Il bando è riservato alle microimprese con:

  • sede operativa o legale in Lombardia da almeno 12 mesi,
  • almeno 2 bilanci o 2 dichiarazioni fiscali presentate,
  • regolarmente iscritte al Registro Imprese,
  • requisiti di regolarità contributiva e amministrativa,

Sono escluse alcune categorie specifiche (agricoltura, finanza, tabacco, ecc.).

Quali interventi sono ammessi?

Tra le spese finanziabili ci sono:

  • Impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo (batterie)
  • Pompe di calore
  • Illuminazione LED
  • Sistemi di domotica e monitoraggio dei consumi
  • Macchinari e attrezzature più efficienti
  • Software e formazione tecnica legata agli interventi

Attenzione: L’installazione del solo impianto fotovoltaico e delle batterie non è sufficiente per ottenere il contributo. È obbligatorio affiancare almeno un intervento di efficientamento energetico, ad esempio l’installazione di corpi illuminanti a LED, pompe di calore, sistemi domotici, ecc.

E’ inoltre necessaria una relazione tecnica, redatta da un professionista qualificato, che dimostri la riduzione dei consumi energetici rispetto alla situazione pre-intervento.

Come funziona la domanda?

La procedura è a sportello, cioè le domande saranno valutate in ordine cronologico di arrivo fino a esaurimento fondi. La piattaforma e la data di apertura del bando saranno indicate nel bando attuativo. Meglio non perdere tempo!

Gli interventi dovranno essere completati entro 12 mesi dalla concessione del contributo.


Conto Termico 3.0

Conto Termico 3.0

Sottotitolo bando

Che cos’è il Conto Termico 3.0

  • Il Conto Termico è un incentivo a fondo perduto (non una detrazione fiscale) gestito dal GSE, con l’obiettivo di stimolare interventi che migliorano l’efficienza energetica degli edifici e favoriscono l’adozione di fonti rinnovabili.
  • La versione “3.0” è una riforma che amplia le tecnologie incentivate, aggiorna i massimali, semplifica procedure e allarga i destinatari rispetto al Conto Termico 2.0.
  • Viene fissata una dotazione annua di fondi (circa 900 milioni di euro tra soggetti pubblici e privati.

Chi può accedere

Fra i beneficiari previsti:

  • Privati cittadini (case singole, condomini)
  • Pubbliche Amministrazioni (edifici scolastici, municipi, strutture sanitarie)
  • Imprese, enti del Terzo Settore, cooperative, comunità energetiche rinnovabili, altri soggetti del non profit
  • Edifici non residenziali privati (uffici, industrie, strutture commerciali) possono accedere per interventi di efficientamento e fonti rinnovabili.

Interventi ammessi

In relazione al fotovoltaico + accumulo, le novità più rilevanti:

  • Il Conto Termico 3.0 include per la prima volta l’installazione di impianti fotovoltaici con sistema di accumulo (batterie) tra le tecnologie incentivate.
  • Tuttavia, questa incentivazione è condizionata al fatto che sia realizzata congiuntamente alla sostituzione dell’impianto termico tradizionale con una pompa di calore elettrica (intervento “trainante”). In altre parole, non basta solo installare fotovoltaico + accumulo: devi contestualmente intervenire sull’impianto termico.
  • È anche incentivata l’installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici, purché combinate con la sostituzione dell’impianto termico con pompa di calore.
  • L’impianto fotovoltaico incentivato deve essere in regime di autoconsumo con cessione parziale , e avere potenza tra 2 kW e 1 MW.

Percentuali di incentivo, massimali e modalità

Ecco i principali parametri relativi a impianti fotovoltaici + accumulo:

Tipo di intervento Percentuale di incentivo Massimale / limiti
Impianto fotovoltaico Fino al 30% del costo (in alcuni testi) Costo massimo ammissibile: 1.500 €/kW
Sistema di accumulo / batterie Anche ~30% del costo oppure contributo specifico Massimale: 1.000 €/kWh
Incentivo “limite del 20% di costo massimo” In alcuni casi l’incentivo è calcolato come
il 20% del costo massimo ammissibile
1.500 €/kW fino a 20 kW
1.200 €/kW per potenze maggiori (fino a 200 kW)
1.100 €/kW, 1.050 €/kW per taglie superiori

 

Alcune note:

  • L’incentivo non è cumulabile con altri incentivi pubblici (ecobonus, bonus fiscali), salvo casi particolari previsti per le PA.
  • Per interventi su edifici pubblici, in alcuni casi può essere coperta fino al 100% della spesa (specialmente per comuni piccoli, scuole, ospedali)
  • Il contributo può essere erogato in più anni, a seconda della dimensione dell’impianto / intervento.

Requisiti tecnici e condizioni

Per poter accedere al contributo, occorre rispettare:

  • L’impianto FV + accumulo deve essere installato in regime di autoconsumo con cessione parziale, non in sola vendita.
  • L’intervento deve essere realizzato insieme alla sostituzione del generatore termico esistente con una pompa di calore elettrica.
  • Devono essere garantiti requisiti di efficienza, conformità normativa, certificazioni tecniche (es. qualità dei componenti) — come normalmente richiesto per gli incentivi GSE. (I dettagli saranno nelle regole attuative)
  • La domanda va presentata tramite il portale GSE, solitamente entro 60 giorni dal termine lavori, con documentazione tecnica a supporto.

Vantaggi, criticità e strategie pratiche

Vantaggi / motivi di interesse

  • Permette di combinare efficientamento termico (pompa di calore) con autoconsumo elettrico verde, riducendo i consumi da rete.
  • L’abbinamento con batterie consente di sfruttare l’energia prodotta durante il giorno anche nelle ore notturne, migliorando l’indipendenza energetica. I
  • ncentivi diretti (fondo perduto), che riducono l’investimento iniziale.
  • Possibilità di accesso anche nelle grandi proprietà, enti pubblici, imprese etc.

Criticità / punti da valutare

  • L’obbligo dell’intervento “trainante” (pompa di calore) obbliga una maggiore spesa complessiva.
  • Le regole definitive (requisiti tecnici, modalità operative) non sono ancora tutte consolidate occorre consultare le regole attuative del GSE quando saranno pubblicate.
  • L’ammissibilità dei componenti (efficienza, certificazioni) sarà stringente.
  • La convenienza dipende molto dall’assetto elettrico dell’edificio, dal profilo di consumo, da quanto riesci ad autoconsumare.


impianto agrivoltaico

Impianto agrivoltaico

Impianto

Agrivoltaico

Doppio utilizzo del suolo, con la possibilità di usufruire di contributi e incentivi.

La professionalità dell'Agrivoltaico

L’agrivoltaico è una soluzione fotovoltaica avanzata, che richiede l’intervento di molteplici figure specializzate, quali: topografi, geologi, progettisti elettrici, agronomi, esperti delle pratiche autorizzative, burocratiche e della gestione dei bandi e aziende specializzate nell’installazione e nella manutenzione di impianti agrivoltaici. Data la pluralità dei professionisti coinvolti, le aziende agricole devono far affidamento a società specializzate che facciano da collante tra tutti i soggetti interessati.

Perchè sfruttarlo?
Il Sistema Agrivoltaico integra la produzione di energia solare e l’attività agricola. Consiste nel produrre energia rinnovabile tramite pannelli solari senza sottrarre terreni produttivi e senza compromettere le attività agricole e di allevamento.

Vantaggi

  1. Creazione zone d’ombra e protezione delle colture
  2. Riduzione carbon footprint dell’azienda
  3. Benessere animale
  4. Riduzione dell’evaporazione e risparmio idrico

Impianto agrivoltaico

Il fotovoltaico in copertura valorizza le superfici dei capannoni industriali, riduce i costi energetici e produce energia pulita senza consumo di suolo.
L’impianto si integra con le strutture esistenti e può beneficiare di iter semplificati (edilizia libera o PAS).

Con una progettazione mirata si garantiscono sicurezza ed efficienza; in caso di coperture in amianto, gli incentivi trasformano la bonifica in un’opportunità di riqualificazione. Per potenze oltre i 20–50 kW può essere richiesto il passaggio alla Media Tensione.

Progettazione

1. Studio di fattibilità

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2. Progettazione ad hoc

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3. Business plan

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Piacenza Petroli impianto FV a terra

Piacenza Petroli

Piacenza Petroli

Impianto a terra di 3,4 MWp - Caorso, PC

Campo Fotovoltaico

Piacenza Petroli

Fondata nel 1975 come distributore locale di prodotti petroliferi per Chevron, Piacenza Petroli ha saputo evolvere nel tempo, consolidando importanti partnership con grandi compagnie del settore e ampliando i propri ambiti di attività. Oggi è un gruppo diversificato che opera nel Nord Italia attraverso una rete di stazioni di servizio, attività di ristorazione e soluzioni avanzate per la produzione energetica da fonte rinnovabile.

Attraverso la controllata Piacenza Impianti, il gruppo si è specializzato nell’efficienza energetica e nella gestione di impianti tecnologici, abbracciando con determinazione il percorso della transizione ecologica.

In quest’ottica, abbiamo realizzato un impianto fotovoltaico di ultima generazione nel territorio piacentino: un’area di 15.389 m² accoglie una potenza complessiva di 3,4 MWp, capace di generare in media oltre 4,25 milioni di kWh all’anno.

Grazie a questo intervento, Piacenza Petroli contribuirà ogni anno ad evitare l’immissione in atmosfera di oltre 2.221 tonnellate di CO₂, immettendo in rete energia pulita e sostenibile a beneficio del territorio e della collettività.

Dati tecnici

Piacenza Petroli Revamping

Potenza Totale (kWp)

3.435 kWp


Pannelli

5.496 JA SOLAR 625 Wp


Inverter

20 INVERTER SMA


Produzione media 1° anno

4.258.394 KWh annui


Kg CO2 risparmiati

2.220.880 KG


Installazione Impianto

Marzo 2024


Allacciamento Impianto

Giugno 2025


Bottega Verde Impianto fotovoltaico

Impianto su copertura

Impianti fotovoltaici su copertura

Valorizzare tetti industriali e agricoli per produrre energia rinnovabile

Impianto su Copertura

Sfruttare le coperture di edifici industriali e agricoli per installare impianti fotovoltaici è una scelta strategica che valorizza superfici inutilizzate, genera energia pulita e riduce i costi energetici senza consumo di suolo. Capannoni produttivi, magazzini, stalle, fienili e depositi agricoli rappresentano infatti superfici ideali per la produzione di energia rinnovabile, sia in ambito industriale sia nel settore primario.

Oltre a migliorare l’efficienza energetica e le performance ESG dell’azienda, l’intervento si integra con le strutture esistenti e, in assenza di vincoli specifici, può essere realizzato tramite iter autorizzativi semplificati, come l’edilizia libera o la PAS, rendendo l’investimento rapido ed efficace.

Vantaggi

  • Valorizzazione di superfici industriali e agricole
  • Nessun consumo di suolo
  • Iter autorizzativi semplificati (edilizia libera o PAS)
  • Progettazione e installazione ottimizzate
  • Integrazione con sistemi di accumulo e colonnine di ricarica
  • Incremento del valore dell’immobile
  • Bonifica delle coperture con vantaggi economici e ambientali

Progettazione impianti fotovoltaici su copertura

Una progettazione accurata deve considerare la tipologia e la portata della copertura (tetto piano o a falda, strutture metalliche o in legno, con relative soluzioni di fissaggio o zavorra), l’orientamento, l’inclinazione e l’eventuale presenza di ostacoli. Questi aspetti sono fondamentali per garantire massima resa energetica nel tempo e la sicurezza dell’intero sistema, sia in contesti industriali ad alta continuità produttiva sia in aziende agricole soggette a carichi e utilizzi specifici.

Nel caso di coperture in amianto, particolarmente diffuse anche in ambito agricolo, è possibile accedere a incentivi per la bonifica e l’installazione contestuale dell’impianto fotovoltaico, trasformando un obbligo normativo in un’importante opportunità di riqualificazione e valorizzazione dell’immobile.

È inoltre fondamentale valutare la potenza dell’impianto e la tipologia di connessione alla rete elettrica già esistente. Per impianti di potenza superiore a 20–50 kW può rendersi necessario il passaggio alla Media Tensione, con l’installazione di una cabina di trasformazione e tempistiche di allaccio più articolate, aspetti che un EPC gestisce in modo integrato fin dalle prime fasi di progetto.


Comunità Energetiche Rinnovabili

Comunità Energetiche Rinnovabili

Sottotitolo bando

Comunità Energetiche Rinnovabili

Contributo PNRR a fondo perduto per il fotovoltaico

Una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) rappresenta una grande opportunità per cittadini, pubbliche amministrazioni e PMI. Questa iniziativa permette di associarsi per produrre e condividere virtualmente energia locale generata da fonti rinnovabili, con l’obiettivo di ottenere vantaggi economici, sociali e ambientali per tutti i partecipanti.

Cos’è una CER?

Una CER è un soggetto giuridico autonomo che si basa sulla partecipazione aperta e volontaria di diverse categorie di membri, tra cui: cittadini, imprese, associazioni, autorità locali, amministrazioni comunali, enti religiosi e del terzo settore, organizzazioni di protezione ambientale. I membri di una CER condividono l’utilizzo di energia rinnovabile prodotta localmente, maturando un incentivo economico. Questa condivisione non richiede la realizzazione di nuove linee di collegamento tra impianti fotovoltaici e contatori.

Come funziona una CER?

All’interno della Comunità Energetica Rinnovabile, i membri si dividono in due categorie principali:

Membri Produttori che realizzano impianti fotovoltaici, autoconsumano l’energia prodotta e immettono l’eccedenza nella rete.

Membri Consumatori che utilizzano virtualmente l’energia immessa in rete dai produttori.

Gli obiettivi di una CER

Una CER nasce con finalità ben precise, che spaziano dagli aspetti economici a quelli sociali e ambientali:

  • Economici: Ridurre i costi energetici per i membri.
  • Sociali: Promuovere iniziative a favore della comunità locale e dello sviluppo economico del territorio.
  • Ambientali: Favorire la riduzione delle emissioni di CO2 e dello spreco di risorse naturali.

È importante sottolineare che una CER non può realizzare profitti. Questo modello è studiato per garantire benefici condivisi e sostenere la transizione energetica.

I vantaggi di entrare in una CER

L’adesione a una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) offre una serie di vantaggi economici.

I membri possono accedere a un contributo a fondo perduto, finanziato dal PNRR, che copre fino al 40% dei costi ammissibili per la realizzazione dell’impianto. Inoltre, è prevista una tariffa incentivante sull’energia elettrica prodotta e condivisa tra i partecipanti, rendendo ancora più conveniente la produzione di energia da fonti rinnovabili.