Bando Facility Parco Agrisolare

Bando Agrisolare
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Bando Facility Parco Agrisolare 2026
Un’opportunità concreta per le imprese agricole, zootecniche e agroindustriali
Il Bando Facility Parco Agrisolare 2026 sostiene la realizzazione di impianti fotovoltaici su edifici a uso produttivo nei settori agricolo, zootecnico e agroindustriale, con l’obiettivo di favorire la transizione energetica e ridurre il costo dell’energia per le imprese. La misura mette a disposizione 789 milioni di euro ed è gestita tramite procedura a sportello.
Quando apre il bando
Le domande potranno essere presentate dalle ore 12:00 del 10 marzo 2026 fino alle ore 12:00 del 9 aprile 2026, esclusivamente attraverso la piattaforma informatica predisposta dal GSE. L’accesso avviene quindi in una finestra temporale limitata, con una durata di circa 30 giorni.
Perché è importante muoversi subito
L’aspetto più rilevante non è soltanto la data di apertura, ma la ristrettezza delle tempistiche. Il bando prevede infatti una procedura a sportello, quindi le domande vengono valutate in base all’ordine di presentazione, nei limiti delle risorse disponibili. Inoltre, la domanda non può essere presentata dopo l’avvio dei lavori: questo significa che tutta la fase tecnica e documentale deve essere completata prima dell’invio dell’istanza.
Cosa finanzia il Bando Agrisolare
La misura è finalizzata alla realizzazione di impianti fotovoltaici sulle coperture di fabbricati strumentali all’attività produttiva. In base all’avviso e alla documentazione pubblicata dal GSE, possono rientrare anche interventi e voci accessorie previste dalla misura, come sistemi di accumulo e dispositivi di ricarica, oltre alle ulteriori condizioni definite nel regolamento operativo.
Costi ammissibili, valori al kWp e massimali di spesa
Di seguito una sintesi dei principali limiti di spesa ammissibile previsti dal Regolamento operativo del Bando Agrisolare 2026. I valori si applicano nel rispetto delle condizioni tecniche e dei requisiti indicati dal GSE.
| Voce di spesa | Limite di spesa ammissibile | Note |
|---|---|---|
| Impianto fotovoltaico con moduli ENEA Categoria B o C | fino a 1.500 €/kWp | Riferito ai moduli i cui produttori risultano iscritti al Registro dei Moduli Fotovoltaici di ENEA e ricadono in Categoria B o C. |
| Impianto fotovoltaico con moduli ENEA Categoria A | fino a 1.000 €/kWp | Riferito ai moduli i cui produttori risultano iscritti al Registro dei Moduli Fotovoltaici di ENEA e ricadono in Categoria A. |
| Sistemi di accumulo | fino a 700 €/kWh | In ogni caso, la spesa massima ammissibile per l’accumulo non può superare 50.000 €. |
| Dispositivi di ricarica | fino a 10.000 € | Massimale complessivo aggiuntivo rispetto alle altre voci. |
| Interventi complementari (amianto, isolamento, areazione) | fino a 700 €/kWp | Il limite riguarda complessivamente uno o più interventi complementari collegati all’impianto. |
Massimali complessivi di progetto
Il Regolamento prevede inoltre una spesa massima ammissibile per singola proposta pari a 2.260.000 €, inclusi gli eventuali interventi complementari. Lo stesso limite massimo complessivo vale anche per il singolo Soggetto Beneficiario. La ripartizione indicata dal GSE è la seguente:
| Massimale complessivo | Importo massimo |
| Installazione pannelli fotovoltaici | 1.500.000 € |
| Interventi complementari | 700.000 € |
| Sistemi di accumulo | 50.000 € |
| Dispositivi di ricarica | 10.000 € |
| Totale massimo per proposta / beneficiario | 2.260.000 € |
Nota importante
L’importo effettivamente riconosciuto viene determinato dal GSE sulla base dei costi ammissibili, dei massimali previsti e della percentuale di contributo applicabile al singolo soggetto e progetto. Inoltre, sono ammissibili solo le spese sostenute successivamente alla presentazione della domanda.
Adeguamento CCI per impianti ≥ 100 kW

Obbligo CCI per impianti ≥ 100 kW
Sottotitolo bando
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Controllore Centrale d’Impianto (CCI): obblighi, benefici e come adeguarsi alla delibera ARERA 385/2025
Dal 2025 cambia il quadro normativo per chi gestisce impianti fotovoltaici ed eolici sopra i 100 kW. La nuova delibera ARERA 385/2025 stabilisce infatti che tali impianti debbano integrare un Controllore Centrale di Impianto (CCI) , capace di dialogare direttamente con la rete e modulare la produzione quando richiesto dal distributore.
Questa novità riguarda sia i nuovi impianti che quelli già in esercizio connessi alla rete in media tensione, e nasce dall’esigenza di abbandonare la tecnologia GSM – ormai superata e poco affidabile – a favore di strumenti più sicuri e performanti per la gestione della riduzione della generazione distribuita (RiGeDi).
A chi si applica l’obbligo
- Impianti nuovi ed esistenti ≥ 1 MW: CCI già previsto dalla delibera 540/2021, ora con l’aggiunta della funzione PF2.
- Impianti nuovi ed esistenti tra 100 kW e 1 MW: obbligo di installazione del CCI e attivazione PF2.
Per i nuovi impianti ≥ 100 kW il requisito è vincolante per ottenere la connessione alla rete.
Tempistiche e incentivi economici
ARERA ha definito delle finestre temporali con relativi contributi economici per sostenere l’adeguamento degli impianti esistenti.
Impianti da 500 kW a < 1 MW
- Adeguamento entro il 28/02/2026 → 10.000 €
- Dal 01/03/2026 al 30/06/2026 → 7.500 €
- Dal 01/07/2026 al 31/10/2026 → 5.000 €
- Dal 01/11/2026 al 28/02/2027 → 2.500 €
Impianti da 100 kW a < 500 kW
- Adeguamento entro il 31/03/2026 → 7.500 €
- Dal 01/04/2026 al 31/07/2026 → 5.625 €
- Dal 01/08/2026 al 30/11/2026 → 5.625 €
- Dal 01/12/2026 al 31/03/2027 → 1.875 €
Cosa succede in caso di mancato adeguamento
Gli impianti che non rispettano le scadenze previste rischiano
- sospensione degli incentivi GSE;
- applicazione di un corrispettivo al trader pari al valore dell’energia immessa in rete.
L’introduzione del CCI rappresenta un passaggio cruciale per garantire maggiore sicurezza, stabilità e affidabilità alla rete elettrica, oltre a standard tecnologici più elevati.
