Decreto FER X Transitorio

Decreto FER X Transitorio
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Incentivi sull’energia prodotta con il Decreto FER X Transitorio
Una misura introdotta per sostenere lo sviluppo di impianti di energia rinnovabile.
Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) ha introdotto il Decreto FER X Transitorio, che definisce i meccanismi di incentivazione per gli impianti di energia rinnovabile, tra cui il fotovoltaico. Possono partecipare persone fisiche, i mprese e pubbliche amministrazioni che intendono realizzare nuovi impianti, rifacimenti o potenziamenti di impianti esistenti.
Il meccanismo di pagamento varia in base alla potenza dell’impianto:Impianti fotovoltaici fino a 1 MWp
L’accesso avviene tramite registri. ARERA definirà i prezzi di aggiudicazione per questi impianti, proporzionandoli all’onerosità dell’intervento, alla tecnologia utilizzata e alla taglia dell’impianto
Cosa prevede la Deliberazione ?
Per gli impianti con potenza fino a 1 MW che accedono direttamente al meccanismo incentivante, il prezzo di riferimento per il fotovoltaico è stabilito in 77 €/MWh.
Correttivi previsti dal Decreto FERX
Il Decreto prevede correttivi che si sommano al prezzo base, determinati in funzione della localizzazione, della tecnologia utilizzata e della tipologia dell’impianto specifici casi:
- + 27 €/MWh con possibili maggiorazioni per per impianti fotovoltaici realizzati in sostituzione di coperture in eternit o amianto. •
- + 5 €/MWh per impianti realizzati su specchi d’acqua.
- +4 €/MWh per impianti situati in: Lazio, Marche, Toscana, Umbria, Abruzzo
- +10 €/MWh Trentinoper impianti situati in: Emilia Alto Adige, Valle d’Aosta,
Impianti fotovoltaici superiori a 1 MWp
L’accesso avviene tramite procedure competitive (aste). In queste aste vengono definiti dei prezzi di esercizio:
- Il prezzo di esercizio superiore (95 €/MWh) rappresenta il valore massimo offerto e costituisce la base d’asta, pensato per assicurare una remunerazione adeguata anche in condizioni di costo elevate.
- Il prezzo di esercizio inferiore (65 €/MWh) rappresenta un valore di riferimento per assicurare una remunerazione minima in condizioni di costo più basse. Il GSE paga la differenza tra il prezzo di aggiudicazione (risultante dall’asta e compreso tra il prezzo inferiore e superiore) e il prezzo di m ercato dell’energia per il 95% dell’energia prodotta. Se il prezzo di mercato è superiore, il produttore versa la differenza al GSE, e viceversa.
ll GSE gestisce i pagamenti per entrambi i tipi di impianti. Il decreto supporta anche altre fonti rinnovabili (eolico, idroelettrico, gas di depurazione) con meccanismi simili e tariffe specifiche.
Bando Microimprese Regione Lombardia

Bando Microimprese Regione Lombardia
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Bando Microimprese per il fotovoltaico
Agevolazioni fino al 50% delle spese, con un contributo a fondo perduto massimo di 50.000 euro.
Le microimprese lombarde che intendono investire per rendere la propria attività più efficiente, moderna e sostenibile trovano nel Bando Microimprese promosso da Regione Lombardia un’opportunità concreta da cogliere.
Obiettivi e contributi del bando
Il Bando Microimprese è pensato per sostenere le microimprese lombarde che puntano a crescere attraverso l’adozione di tecnologie più avanzate e sistemi produttivi a basso impatto ambientale. L’iniziativa incentiva interventi orientati all’innovazione tecn ologica e all’efficientamento energetico.
Il contributo previsto è a fondo perduto fino al 50% delle spese, con un massimo erogabile di 50.000 euro per impresa. L’investimento minimo richiesto per accedere al bando è pari a 10.000 euro.
Chi può partecipare?
Il bando è riservato alle microimprese con:
- sede operativa o legale in Lombardia da almeno 12 mesi,
- almeno 2 bilanci o 2 dichiarazioni fiscali presentate,
- regolarmente iscritte al Registro Imprese,
- requisiti di regolarità contributiva e amministrativa,
Sono escluse alcune categorie specifiche (agricoltura, finanza, tabacco, ecc.).
Quali interventi sono ammessi?
Tra le spese finanziabili ci sono:
- Impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo (batterie)
- Pompe di calore
- Illuminazione LED
- Sistemi di domotica e monitoraggio dei consumi
- Macchinari e attrezzature più efficienti
- Software e formazione tecnica legata agli interventi
Attenzione: L’installazione del solo impianto fotovoltaico e delle batterie non è sufficiente per ottenere il contributo. È obbligatorio affiancare almeno un intervento di efficientamento energetico, ad esempio l’installazione di corpi illuminanti a LED, pompe di calore, sistemi domotici, ecc.
E’ inoltre necessaria una relazione tecnica, redatta da un professionista qualificato, che dimostri la riduzione dei consumi energetici rispetto alla situazione pre-intervento.
Come funziona la domanda?
La procedura è a sportello, cioè le domande saranno valutate in ordine cronologico di arrivo fino a esaurimento fondi. La piattaforma e la data di apertura del bando saranno indicate nel bando attuativo. Meglio non perdere tempo!
Gli interventi dovranno essere completati entro 12 mesi dalla concessione del contributo.
Conto Termico 3.0

Conto Termico 3.0
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Che cos’è il Conto Termico 3.0
- Il Conto Termico è un incentivo a fondo perduto (non una detrazione fiscale) gestito dal GSE, con l’obiettivo di stimolare interventi che migliorano l’efficienza energetica degli edifici e favoriscono l’adozione di fonti rinnovabili.
- La versione “3.0” è una riforma che amplia le tecnologie incentivate, aggiorna i massimali, semplifica procedure e allarga i destinatari rispetto al Conto Termico 2.0.
- Viene fissata una dotazione annua di fondi (circa 900 milioni di euro tra soggetti pubblici e privati.
Chi può accedere
Fra i beneficiari previsti:
- Privati cittadini (case singole, condomini)
- Pubbliche Amministrazioni (edifici scolastici, municipi, strutture sanitarie)
- Imprese, enti del Terzo Settore, cooperative, comunità energetiche rinnovabili, altri soggetti del non profit
- Edifici non residenziali privati (uffici, industrie, strutture commerciali) possono accedere per interventi di efficientamento e fonti rinnovabili.
Interventi ammessi
In relazione al fotovoltaico + accumulo, le novità più rilevanti:
- Il Conto Termico 3.0 include per la prima volta l’installazione di impianti fotovoltaici con sistema di accumulo (batterie) tra le tecnologie incentivate.
- Tuttavia, questa incentivazione è condizionata al fatto che sia realizzata congiuntamente alla sostituzione dell’impianto termico tradizionale con una pompa di calore elettrica (intervento “trainante”). In altre parole, non basta solo installare fotovoltaico + accumulo: devi contestualmente intervenire sull’impianto termico.
- È anche incentivata l’installazione di colonnine di ricarica per veicoli elettrici, purché combinate con la sostituzione dell’impianto termico con pompa di calore.
- L’impianto fotovoltaico incentivato deve essere in regime di autoconsumo con cessione parziale , e avere potenza tra 2 kW e 1 MW.
Percentuali di incentivo, massimali e modalità
Ecco i principali parametri relativi a impianti fotovoltaici + accumulo:
| Tipo di intervento | Percentuale di incentivo | Massimale / limiti |
|---|---|---|
| Impianto fotovoltaico | Fino al 30% del costo (in alcuni testi) | Costo massimo ammissibile: 1.500 €/kW |
| Sistema di accumulo / batterie | Anche ~30% del costo oppure contributo specifico | Massimale: 1.000 €/kWh |
| Incentivo “limite del 20% di costo massimo” | In alcuni casi l’incentivo è calcolato come il 20% del costo massimo ammissibile |
1.500 €/kW fino a 20 kW 1.200 €/kW per potenze maggiori (fino a 200 kW) 1.100 €/kW, 1.050 €/kW per taglie superiori |
Alcune note:
- L’incentivo non è cumulabile con altri incentivi pubblici (ecobonus, bonus fiscali), salvo casi particolari previsti per le PA.
- Per interventi su edifici pubblici, in alcuni casi può essere coperta fino al 100% della spesa (specialmente per comuni piccoli, scuole, ospedali)
- Il contributo può essere erogato in più anni, a seconda della dimensione dell’impianto / intervento.
Requisiti tecnici e condizioni
Per poter accedere al contributo, occorre rispettare:
- L’impianto FV + accumulo deve essere installato in regime di autoconsumo con cessione parziale, non in sola vendita.
- L’intervento deve essere realizzato insieme alla sostituzione del generatore termico esistente con una pompa di calore elettrica.
- Devono essere garantiti requisiti di efficienza, conformità normativa, certificazioni tecniche (es. qualità dei componenti) — come normalmente richiesto per gli incentivi GSE. (I dettagli saranno nelle regole attuative)
- La domanda va presentata tramite il portale GSE, solitamente entro 60 giorni dal termine lavori, con documentazione tecnica a supporto.
Vantaggi, criticità e strategie pratiche
Vantaggi / motivi di interesse
- Permette di combinare efficientamento termico (pompa di calore) con autoconsumo elettrico verde, riducendo i consumi da rete.
- L’abbinamento con batterie consente di sfruttare l’energia prodotta durante il giorno anche nelle ore notturne, migliorando l’indipendenza energetica. I
- ncentivi diretti (fondo perduto), che riducono l’investimento iniziale.
- Possibilità di accesso anche nelle grandi proprietà, enti pubblici, imprese etc.
Criticità / punti da valutare
- L’obbligo dell’intervento “trainante” (pompa di calore) obbliga una maggiore spesa complessiva.
- Le regole definitive (requisiti tecnici, modalità operative) non sono ancora tutte consolidate occorre consultare le regole attuative del GSE quando saranno pubblicate.
- L’ammissibilità dei componenti (efficienza, certificazioni) sarà stringente.
- La convenienza dipende molto dall’assetto elettrico dell’edificio, dal profilo di consumo, da quanto riesci ad autoconsumare.
Comunità Energetiche Rinnovabili

Comunità Energetiche Rinnovabili
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Comunità Energetiche Rinnovabili
Contributo PNRR a fondo perduto per il fotovoltaico
Una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) rappresenta una grande opportunità per cittadini, pubbliche amministrazioni e PMI. Questa iniziativa permette di associarsi per produrre e condividere virtualmente energia locale generata da fonti rinnovabili, con l’obiettivo di ottenere vantaggi economici, sociali e ambientali per tutti i partecipanti.
Cos’è una CER?
Una CER è un soggetto giuridico autonomo che si basa sulla partecipazione aperta e volontaria di diverse categorie di membri, tra cui: cittadini, imprese, associazioni, autorità locali, amministrazioni comunali, enti religiosi e del terzo settore, organizzazioni di protezione ambientale. I membri di una CER condividono l’utilizzo di energia rinnovabile prodotta localmente, maturando un incentivo economico. Questa condivisione non richiede la realizzazione di nuove linee di collegamento tra impianti fotovoltaici e contatori.
Come funziona una CER?
All’interno della Comunità Energetica Rinnovabile, i membri si dividono in due categorie principali:
Membri Produttori che realizzano impianti fotovoltaici, autoconsumano l’energia prodotta e immettono l’eccedenza nella rete.
Membri Consumatori che utilizzano virtualmente l’energia immessa in rete dai produttori.
Gli obiettivi di una CER
Una CER nasce con finalità ben precise, che spaziano dagli aspetti economici a quelli sociali e ambientali:
- Economici: Ridurre i costi energetici per i membri.
- Sociali: Promuovere iniziative a favore della comunità locale e dello sviluppo economico del territorio.
- Ambientali: Favorire la riduzione delle emissioni di CO2 e dello spreco di risorse naturali.
È importante sottolineare che una CER non può realizzare profitti. Questo modello è studiato per garantire benefici condivisi e sostenere la transizione energetica.
I vantaggi di entrare in una CER
L’adesione a una Comunità Energetica Rinnovabile (CER) offre una serie di vantaggi economici.
I membri possono accedere a un contributo a fondo perduto, finanziato dal PNRR, che copre fino al 40% dei costi ammissibili per la realizzazione dell’impianto. Inoltre, è prevista una tariffa incentivante sull’energia elettrica prodotta e condivisa tra i partecipanti, rendendo ancora più conveniente la produzione di energia da fonti rinnovabili.